Alla ricerca della cometa del secolo: storia di un’avventura

Questo articolo intende stimolare nuovi progetti di ripresa; la Cometa C-202 è un’occasione, ma gli scenari delle Cime di Lavaredo sono incantevoli durante tutto l’anno.
Il bracketing è stato elaborato con Astro Panel 2025.

Con questo articolo cerco di fornire molte informazioni utili e offrire spunti per realizzare nuove immagini; personalmente penso che, se non avessi intrapreso queste impegnative avventure fotografiche avrei rischiato di smettere di fotografare per il venir meno di stimoli.
Spero di riuscire a ispirarvi nuove avventure fotografiche, ma prima di partire vi invito a valutare bene le vostre capacità e la vostra attrezzatura. Se avete bisogno di consigli, non esitate a contattarmi, sarò felice di aiutarvi!

L’inizio dell’avventura

Domenica mattina. Rientro alle 10 dopo una straordinaria avventura fotografica di tre giorni in cui ho percorso oltre 30 km arrivando ai limiti dalla civiltà; in questi tre giorni ho superato un dislivello di quasi 2500 metri con uno zaino pieno di attrezzatura fotografica e di tutto il necessario per essere autonomo e sono stanchissimo.
Tuttavia sono carico di adrenalina e mi viene la folle idea di risalire in montagna per la presenza nel cielo della Cometa C-202 e per le ottime condizioni meteorologiche. L’intenzione è di dirigermi verso le Tre Cime di Lavaredo riducendo il peso dello zaino, ma prendendo l’occorrente necessario ad affrontare una ferrata; volevo infatti scalare una parte della ferrata Innerkofler del Monte Paterno, convinto che dalla forcella Lavaredo avrei potuto avere una vista straordinaria.
Faccio una doccia per rilassarmi dalle fatica dei tre giorni della precedente avventura, preparo lo zaino e mi avvio verso le Tre Cime di Lavaredo insieme a mia moglie e al nostro cane Tesla.
C’è poco tempo per salire a piedi da Misurina per cui decido di pagare il pedaggio di 30 euro per salire al rifugio Auronzo, come per altro fanno molti per arrivare in tranquillità alla forcella Lavaredo.

La grotta è ampia e pulita penso che a fine marzo organizzerò un bivacco invernale per godere di una vista mozzafiato. La porta che conduce alle tre cime si trova a sinistra della grande cengia e la sfida consiste nel scegliere il punto di ripresa che consenta di ottenere la giusta inquadratura con un super grandangolo. Consiglio di portare con sé un treppiede leggero e un solo obiettivo come il 12-24mm GM Sony e di non sottovalutare mai che lo strapiombo può rappresentare un grande problema per chi soffre di vertigini. Quindi è sempre meglio riflettere prima di intraprendere percorsi rischiosi che potrebbero andare oltre le proprie capacità. Come mio solito, dietro ogni mia uscita c’è sempre una fase di preparazione in cui non lascio nulla al caso. Conoscendo la posizione della cengia mediana, grazie alle coordinate GPS ho analizzato lo spot utilizzando diverse App, un aspetto fondamentale che spiego sempre nei miei corsi: permette di diventare autonomi e di acquisire la sicurezza necessaria per realizzare le immagini progettate. In questo caso avevo intuito che il sole sarebbe sorto dal versante nord delle Tre Cime e sono arrivato sul posto quando mancava meno di 5 minuti. Ho iniziato a scattare con il 20-70mm f/4, ma non ero soddisfatto, per cui sono passato all’obiettivo 12-24mm GM impostando la focale 12mm. In queste situazioni concitate è facile commettere errori: non mi sono accorto di aver impostato un bracketing di 7 scatti invece che di 9, ma in post-produzione sono riuscito a ottenere comunque un buon risultato.

Ore 16:00

Lascio la famiglia, che sarebbe tornata alla macchina, e inizio a salire la ferrata dalla parte opposta, in un orario in cui so non avrei incrociato nessuno. Indosso imbrago e casco e parto veloce arrivando in pochi
minuti alla grande finestra: lo spettacolo è tale che salto di gioia come un bambino per ciò che i miei occhi vedono.
Ho poco tempo a disposizione per cui decido di non usare l’inseguitore per le stelle e di eseguire una serie di scatti esclusivamente dedicati al cielo stellato e alla cometa C-2023. La finestra di tempo per la visione della Via Lattea è di soli 10 minuti, dalle 18:35 alle 18:45: devo sbrigarmi. Lascio a voi il giudizio su queste immagini.

Ore 19:00

Ho completato gli scatti, sono soddisfatto e pronto a tornare. In 35 minuti raggiungo la macchina, ma non prima di fare una sosta alla chiesetta degli Alpini per fare ancora un paio di scatti.
Alle 20 siamo tutti e tre al ristorante per festeggiare!

Avevo a disposizione circa 7 minuti e ho effettuato due scatti a lunga esposizione con la focale 12mm; uno a f/2.8, ISO 1600 per 120 secondi, l’altro composto da 10 scatti di 8 secondi a ISO 6400. Ho prestato molta attenzione alla scelta del punto di ripresa rispetto a questa porta di roccia. Ho scattato nel momento in cui il tramonto stava finendo e iniziava l’ora blu, bracketing elaborato con Astro Panel 2025.
Le Tre Cime, illuminate dai colori del crepuscolo e dalle stelle, sono il risultato di un attento posizionamento per le fotografie notturne, scattate a f/11 e ISO 100 in un singolo scatto.
La chiesetta degli alpini. >> Per il cielo ho fuso 10 scatti a f/2,8, ISO 6400, focale 16 mm. Il tutto sviluppato con Astro Panel 2025. La scia alla estremità delle stelle è causata dalla forma della lente, accentuata dal montaggio di 10 scatti.
Il tratto di ferrata è molto esposto, con passaggi orizzontali su un sentiero estremamente stretto che si affaccia sul vuoto. Considerando però l’esperienza che ho accumulato nel corso degli anni come alpinista e aspirante guida alpina, non ho esitato ad affrontarla. Quando si arriva alla cengia di mezzo c’è un gradino di roccia largo circa un metro che dà su un salto di oltre 100 metri verso le cime; dietro si apre un panorama spettacolare sulla valle, ma attenzione, se si cade non ci si ferma più. Fondamentale pertanto avere sempre l’occhio vigile. La veduta della forcella Passaporto verso il monte Cengia era uno spettacolo unico con quei colori. >> Dati di scatto : 0,5 s a f/11, ISO 100. Focale 12mm