Una prova pratica per verificare le potenzialità di questa originale fotocamera di medio formato, particolarmente leggera; l’ho anche messa a confronto con la Full Frame che sono solito utilizzare, la Sony A7R V.
Ho avuto l’opportunità di provare questa macchina attraverso un mio allievo in un workshop e, come spesso accade, con due scatti, anche se complessi, non si può avere un feedback completo sul prodotto. Perciò ho pensato: perché non richiederla per un periodo di prova? Potrei così scrivere un articolo originale, diverso dal solito e da quelli che si trovano sui canali YouTube. Ed eccomi qui, pronto a presentarvi questo nuovo pezzo, molto particolare.
In questo articolo non troverete grafici né test di laboratorio, ma solo esperienze pratiche e un confronto con le fotocamere full frame che ho utilizzato.
Introduzione
Il test è stato condotto utilizzando il mio consueto approccio fotografico, applicando i miei parametri nella modalità paesaggio e city sky, un metodo che mi permette di valutare sia le potenzialità che le criticità del prodotto.Sono pienamente consapevole che la macchina fotografica non è stata concepita per la fotografia come la intendo io, ma era comunque interessante metterla alla prova in un contesto di stress e in modalità diverse dal solito. Vorrei sottolineare che 100 megapixel, ho notato che ogni volta che ho provato a scattare a mano libera senza treppiede sono emerse sempre delle piccole vibrazioni anche con tempi stretti, si nota spesso nello zoom oltre 150% in pieno formato . Per una fotocamera di questo tipo, ho scelto un periodo particolarmente adatto, sia per la varietà di colori, anche se le condizioni meteo non sono state ideali, sia per la mia necessità di viaggiare leggero. Devo dire che questa macchina è perfetta per le mie escursioni fotografiche di ultra trail: leggera, con una sola batteria che dura a lungo e una qualità davvero eccezionale comportandosi molto bene.
Uno dei limiti frequentemente menzionati obbiettivo fisso di 35mm è l’assenza di un obiettivo grandangolare per un paesaggista. Per affrontare questa difficoltà, in questo caso, è stato semplice: ho realizzato tre scatti in verticale per ottenere un effetto equivalente a 23-24 mm in taglio 16:9. Certo, ci sono delle limitazioni, ma è stata comunque una soluzione valida. In questa occasione, tre scatti sono stati sufficienti per catturare appieno la bellezza di un tramonto, nonostante le temperature percepite di -13 gradi. Riguardo al ritaglio, mi sono spinto al massimo a 50 mm, poiché oltre a quel limite la qualità del file risultava compromessa. Durante le riprese notturne, i tentativi di ritaglio sono stati piuttosto deludenti, influenzati dalla qualità dell’aria e dalla scarsa illuminazione, che riduceva la qualità delle immagini, soprattutto nei ritagli più estremi. Pertanto, a mio avviso, durante il giorno era possibile sfruttare al massimo le potenzialità dell’attrezzatura. Tutti i ritagli sono stati effettuati in camera raw e non direttamente in macchina, per garantire la massima visibilità e qualità del file.
File raw e resa
Nel menù, ho impostato i file RAW su non compressi per preservare la qualità, evitando di effettuare ritagli direttamente dalla fotocamera. Ho fatto un confronto con la Sony A7R5, dotata di un sensore da 60 MP, che conosco bene nei suoi pregi e nei suoi limiti. Devo dire che la GFX mi ha davvero sorpreso: il file risulta molto più fluido e sembra più snello rispetto alla mia R5, rendendo così l’apertura e il lavoro su più foto in Photoshop decisamente più agevole e veloce.
Il primo impatto, per chi come me è attento ai dettagli e alla nitidezza, è stato davvero impressionante. Zoomando fino al 300% su una foto al computer, ho potuto notare che il
livello di dettaglio rimaneva eccezionale, lasciandomi senza parole. È come se la mia mandibola fosse caduta per la sorpresa.
Con una fotocamera full frame, è difficile ottenere un tale livello di dettaglio. La gamma dinamica è incredibile e, se si sa dove spingersi, è possibile raggiungere un guadagno di 5 stop senza alcun problema.
È chiaro che queste situazioni estreme spesso derivano da errori nella fase di scatto, perché è difficile immaginare un fotografo che non riesca a catturare un’immagine sufficientemente luminosa.
Lente e messa a fuoco menu
Possiamo affermare che, sebbene la compattezza e il peso ridotto della lente non siano ideali per alcune tipologie di fotografie, la leggerezza dell’attrezzatura consente di sorvolare su alcune imperfezioni. La SIL presenta un problema più evidente, soprattutto nelle immagini notturne con stelle e lampioni in lontananza, dove si può notare una leggera aberrazione cromatica, sebbene contenuta, che diventa più evidente in fase di stampa, specialmente sul
lato destro della lente. Per mitigare questo inconveniente, basta chiudere il diaframma a f8. A parte questo, non ho avvertito la necessità di avere un’apertura di f2.8 o inferiore, considerando l’ottima qualità dei risultati ottenuti con ISO elevati.
Un’altra piacevole sorpresa è stata la messa a fuoco, che non ha mai fallito, nemmeno quando si trattava di stelle; personalmente utilizzo la modalità spot e centrale. Dopo la mia prima uscita, ho smesso di controllare o regolare manualmente la messa a fuoco. Quando uso la mia R5, invece, mi vedo costretto a passare alla messa a fuoco manuale per inquadrare correttamente le stelle o i piccoli lampioni distanti.
Ho anche provato a scattare alcuni ritratti, ma il mio cane non riesce mai a stare fermo e la macchina fotografica è un po’ lenta nel passare dalla messa a fuoco allo scatto; di conseguenza, Tesla finisce sempre per uscire dall’inquadratura. Posso dire che non ho molte parole a riguardo, ma l’ho trovata semplice e intuitiva per la mia fotografia paesaggistica in formato RAW. Tutto ciò che riguarda il JPEG o la ruota dei tagli non l’ho nemmeno considerato, data la mia modalità di lavoro.
Opinioni
Che dire, con quelle dimensioni e quel peso, è davvero la compagna ideale da portare ovunque. L’ho utilizzata in un paio di escursioni al tramonto, raggiungendo direttamente la cima, accompagnata da un mini cavalletto che mantiene il peso totale dell’attrezzatura fotografica sotto i 2 kg. Per noi amanti dei filtri, basta un adattatore con un diametro di 49 mm per utilizzare tutti i nostri filtri a vite o magnetici. È sorprendente riuscire a portare uno zaino che pesa meno di 4 kg, inclusa una bottiglia d’acqua da un litro, per vivere delle esperienze fantastiche al tramonto. Ovviamente, sempre di corsa! 😂😂😂
Aspetti positivi
Che dire, ha dimensioni compatte e quasi ci si dimentica di dover sostituire la batteria. Un file da 100 MP, sebbene pesante, risulta molto maneggevole da lavorare e offre un livello di dettaglio fino al 300% a schermo, mantenendo una qualità straordinaria. Inoltre, la gestione degli alti ISO permette di ottenere sempre ottime foto notturne. Per quanto riguarda il recupero delle ombre, nessuna full frame si avvicina a questa qualità.
La ghiera per la gestione dei tempi e degli ISO è davvero un tocco di classe, quasi come una ciliegina sulla torta.
Aspetti negativi
Qui la lista è piuttosto breve, ma è fondamentale valutare il proprio utilizzo. Credo che non sia una macchina da usare a mano libera, poiché un errore nei tempi di esposizione potrebbe portare a un leggero mosso. Un’altra limitazione significativa è l’assenza di un menù di scatto con tutte le funzioni facilmente accessibili tramite telefono. Inoltre, non è possibile utilizzare obiettivi come un 100 mm o un 16 mm, ma questo era già noto. Tuttavia, tutto il resto può essere facilmente trascurato.
Avere la gondola in movimento in quel momento, ormai buio nei primi di novembre, è stata una grande fortuna. Ero molto entusiasta e ho cercato di catturare uno scatto al volo con due impostazioni rapide. Per fortuna, sapevo che la ghiera regolava ISO e tempi.
Per il gondoliere e il canale, ho utilizzato ISO 6400, f5 e un’esposizione di 1 secondo, recuperando poi le ombre di 1.8 stop in Camera Raw. Ovviamente, ho effettuato una selezione mirata con le maschere di Dark 4 e 5 per lavorare sui neri e migliorarli.
Per il Ponte dei Sospiri, ho fatto uno scatto di base sottoesposto di 2 stop e ho recuperato le luci attraverso tre scatti. Le impostazioni erano ISO 2000, 1 secondo a f5. Ho notato che sulla schiena del gondoliere i pixel erano visibili, quindi ho fatto un’ulteriore virata di recupero con Astro Panel per attenuarli, senza eliminarli del tutto, dato che si notano solo al 300% di zoom sul monitor.
Ecco l’immagine che mi ha ispirato a scrivere questo articolo. Durante il workshop, ho voluto sperimentare con la fotocamera di un mio allievo.
Ho scattato una foto del cielo utilizzando un mini Track LX4, con impostazioni di f4, ISO 1250 e un’esposizione di 60 secondi. Poi, dopo 15 minuti dall’ora blu, ho realizzato un altro scatto con le stesse impostazioni di apertura f4, ISO 800 e un’esposizione di 120 secondi, aggiungendo anche 3 scatti per immortalare il rifugio.
Inizialmente, la foto sembrava sottoesposta e la qualità non era evidente sul monitor. Solo una volta trasferita sul PC, ho notato che le zone scure erano sotto esposte di 2 stop rispetto alle Tre Cime. È sorprendente quanto sia stato semplice schiarire le ombre senza generare artefatti visibili.
Per chiunque abbia dei dubbi o desideri vedere un file o semplicemente la foto completata, non esitate a scrivermi. Sarò felice di rispondere!
marcobrugnoli2.0@gmail.com