Inizio col dire che non ricevo alcun tipo di sponsorizzazione da aziende. Tutti gli articoli che possiedo sono stati acquistati con i miei soldi, anche se a volte ho approfittato di sconti.
Qual è stato il tuo primo treppiede?
Il mio primo treppiede è stato un modello economico di Amazon, che mi ha accompagnato in molte avventure fotografiche, nonostante la sua stabilità fosse piuttosto scarsa. Dopo un po’, sono passato al Manfrotto 055, che ho utilizzato per un paio d’anni, ma infine ho deciso di venderlo perché era troppo pesante e non vedevo quella stabilità che mi era stata promessa.
Successivamente, ho scelto il Manfrotto 190 go, che per un certo periodo ha fatto il suo dovere. Tuttavia, con il passare del tempo, le mie ottiche sono diventate sempre più lunghe, arrivando fino a 600 mm, e il 190 non era più sufficientemente stabile per il carico. In quel periodo, si parlava molto di Gitzo e, grazie a qualche conoscenza, ho deciso di acquistare il mio primo treppiede Gitzo.
Perché proprio Gitzo?
Era un marchio molto rispettato nel settore e, a dire il vero, la concorrenza non era così agguerrita all’epoca. Così, ho deciso di comprare il modello più grande e costoso, approfittando di uno sconto del 50% grazie a un amico che lavorava per l’azienda. Gitzo era considerato un punto di riferimento, quasi come la Ferrari dei treppiedi, proprio perché non aveva rivali all’altezza in termini di qualità. Gitzo è stato il primo treppiede al mondo, creato in Francia, e il primo prodotto in carbonio risale al 2000. Da allora, i treppiedi non hanno subito modifiche significative, soprattutto dopo essere stati assorbiti da una multinazionale insieme a Manfrotto. Da quel momento in poi, non sono stati lanciati nuovi prodotti e si è avvertito un divario crescente con la concorrenza.
Cosa ti ha fatto cambiare?
Nel 2019 ho riscoperto la mia passione per la montagna e ho iniziato a dedicarmii all’allenamento per la corsa. Spesso mi trovavo in ritardo e, durante il rientro dopo il tramonto, iniziavo a correre in discesa. Le mie discese erano veloci, ma anche frenetiche, saltando da un masso all’altro, il che causava molte vibrazioni sulla mia attrezzatura. La prima cosa che accadde fu la perdita di uno dei perni di chiusura della testa del mio treppiede Gitzo.
Altri due perni si smarrirono nel tempo. Il problema era che le viti delle teste Gitzo non avevano un sistema di bloccaggio, quindi dovevo sempre ricordarmi di stringerle al termine di ogni sessione fotografica. Questo portava all’usura delle viti, costringendomi a sostituirle.
Mi trovai quindi a dover acquistare pezzi di ricambio, ma essendo la sede in Inghilterra, una vite che costava solo 29 € mi costava tra trasporto e spese doganali ben 75 €. Una follia! Cominciai quindi a cercare una testa migliore rispetto a quella del Gitzo e, alla fine, approdai alla testa Leofoto LH30R. Mi resi subito conto che la qualità era nettamente superiore. Nel dicembre 2022, acquistai anche il mio primo treppiede Leofoto, il Poseidon 324.
Perché hai questa passione per la qualità dei treppiedi?
Con il tempo, le mie escursioni sono diventate sempre più impegnative, portandomi in luoghi difficili in montagna, specialmente d’inverno, quando ho affrontato raffiche di vento fino a 90-100 km/h, su terreni ghiacciati e instabili e temperature sotto i -30° La stabilità del treppiede durante lo scatto è cruciale, e ho sviluppato un’ossessione per avere un prodotto di qualità e affidabile da consigliare ai miei allievi. Negli ultimi anni, ho messo alla prova la mia attrezzatura, sottoponendola a stress reali durante ripide ascese e discese alpine.
Alla fine, Leofoto ti ha soddisfatto?
Dopo sei mesi dall’acquisto del Poseidon, ho deciso di vendere i miei tre Gitzo. Durante questo periodo, ho avuto modo di confrontarli e valutarli attentamente. Ci sono tre motivi chiave che mi hanno spinto a questa scelta.
Il primo è l’affidabilità: in quel lasso di tempo, il Poseidon ha affrontato diverse spedizioni fotografiche, dimostrando sempre di funzionare in modo eccellente, senza segni di cedimento.
Il secondo motivo è la stabilità: dopo vari test effettuati sul ponte dell’Accademia a Venezia, ho constatato che il Poseidon offriva circa il 15% in più di stabilità rispetto al Gitzo con attrezzatura DSL Inoltre, grazie alla sua testa panoramica, riuscivo a realizzare scatti che il mio precedente treppiede non avrebbe mai potuto supportare.
Infine, il terzo motivo, non meno importante, è il prezzo. Il mio Gitzo, con un valore di listino di 1600 €, era in netto contrasto con il Poseidon, che costava meno della metà, precisamente 575 €. La differenza di prezzo era significativa, ma investendo meno della metà, ho ottenuto molto di più, considerando che entrambi i treppiedi erano realizzati con carbonio proveniente dallo stesso luogo in GiapponeTORAYCA, ma Leofoto proponeva 10 strati..
Quanti treppiedi possiedi e perché?
Attualmente possiedo quattro modelli di treppiede, ciascuno scelto per soddisfare esigenze specifiche.
Il primo è un treppiede molto leggero, ideale per l’uso in città. Ha un’altezza massima di 120 cm e pesa meno di un chilo, ed è perfetto quando ho bisogno di un carico ridotto nel mio zaino o per uscite fotografiche rapide.
Il secondo è un mini treppiede da tavolo con testa a sfera, che per le sue dimensioni compatte può essere portato sempre con me.
Gli altri due treppiedi sono simili, ma differiscono per altezza e peso. Si tratta del Rangers L S 3 2 4 C Pro e del Rangers L S 2 8 4 C Pro. Questi modelli hanno segnato un netto miglioramento rispetto al vecchio Poseidon. Condividono alcune caratteristiche con il Poseidon, come la resistenza all’acqua, la testa e i piedini, ma vantano una costruzione in carbonio a quadruplo incrocio, composta da 10 strati.
Questa struttura ha aumentato la capacità di carico e, cosa fondamentale, ha ridotto le microvibrazioni di circa il 20% rispetto al modello precedente. Inoltre, il prezzo è stato notevolmente abbassato, rendendo questi treppiedi ancora più interessanti. Avere diversi treppiedi mi consente di far provare ai miei allievi cosa significhi realmente possedere un prodotto di alta qualità e affidabilità. Durante i corsi, posso mostrare loro le differenze tra i vari modelli e spiegare l’importanza di scegliere un treppiede che soddisfi le proprie esigenze fotografiche. Questo non solo arricchisce la loro esperienza, ma li aiuta a comprendere il valore di strumenti ben progettati e performanti nel mondo della fotografia.
Stai provando altri prodotti?
Sì, attualmente sto testando anche altri prodotti di diverse marche. Tuttavia, basandomi sulla mia esperienza accumulata in anni di utilizzo di treppiedi, posso affermare che al momento non c’è davvero confronto con ciò che offre Leofoto, specialmente considerando che molti
prodotti provenienti dalla Cina spesso non rivelano il loro processo produttivo. Le aziende tendono a mostrare solo il prodotto finale, il che può far sorgere dubbi sulla reale origine e qualità. Mi è capitato di notare marchi diversi ma con prodotti praticamente identici.
Leofoto, invece, si distingue perché è l’unica azienda che espone chiaramente la propria catena di montaggio, mostrando orgogliosamente il processo di produzione. Questo è un aspetto che apprezzo molto.
Per questo motivo, nel mio biglietto da visita ho incluso anche il titolo di consulente di prodotti fotografici. Questo riflette il mio impegno nello studio dei vari prodotti nel contesto di un mercato così frenetico. Questo articolo è il risultato di un lungo periodo di prove, test e confronti con altri prodotti. È la mia testimonianza personale riguardo a ciò che ho provato, testato e autofinanziato.
Pro e contro
Pro:
– Affidabilità
– Qualità
– Non perde pezzi
– Miglior compagno di fotografia
– Accessori abbondanti
– Pezzi di ricambio
– Prezzo
– 10 anni di garanzia
Contro:
– Altezza da chiuso
Il mio materiale Leofoto:
Ranger LS 324 Cpro
Ranger LS 284 Cpro
Mr. Y LY-224C
MT-02 C
Testa LH 40 R
Testa VH 30R
Livella LB 65
Supporto telefono PM-1
Supporto telefonoPC-20
Staffa universaleMPU-100
Staffa LPS-A7R5
Staffa SFC-01
Staffa SF-01
Non ho voluto essere troppo dettagliato nella parte tecnica né fornire una recensione approfondita e pesante, ma se avete bisogno di consigli o pareri, sarò felice di aiutarvi.
Per ulteriori dettagli vi rimando alla pagina dell’importatore per l’Italia leofoto.it.
Alla fine, con l’importatore del prodotto siamo diventati amici e ho cercato di ottenere prezzi speciali per tutti i miei allievi, perché tengo molto a loro e voglio offrire il meglio sul mercato, come faccio sempre con altri brand che utilizzo.