Recensione zaino Summit Creative Tenzing 40

Il test di questo zaino si è concluso esattamente il giorno di Pasqua del 2024. Spesso si pensa che uno zaino fotografico sia soltanto un contenitore per il trasporto e nient’altro, non si tiene conto della trasportabilità, dell’ergonomia e della capacità di proteggere la nostra attrezzatura nelle situazioni più difficili. Molto spesso ci affidiamo a prodotti di marche famose per i treppiedi, pensando di avere un prodotto di prima qualità, oppure perché ci vengono consigliati da persone che non li usano quotidianamente, ma solo durante le tanto attese vacanze fotografiche. Ritengo che un’azienda che produce un determinato prodotto non possa produrre anche bene articoli che non hanno nulla in comune.

Il mio zaino creativo Summit Tenzing 40 è arrivato nel luglio del 2023, giusto in tempo per partire in alcune impegnative Avventure Fotografiche in montagna. Verso settembre ho condiviso un commento positivo dopo aver messo duramente alla prova questo zaino, percorrendo già 120 km e 15.000 metri di dislivello con un carico che variava da 11 kg a 24 kg a seconda delle diverse uscite. Ora, dopo 10 mesi, posso finalmente scrivere un vero articolo su questo zaino che ritengo superi senza problemi tutti i suoi concorrenti in termini di qualità.

Premessa: I miei confronti sono basati sull’esperienza sul campo, anche con altri prodotti come Lowepro, Manfrotto, Gitzo e, infine, Shimoda con le versioni da 50 e 70 litri.

Alla vista e al tatto: Il prodotto è realizzato con cura nei dettagli, con zip di alta qualità e cuciture ben rifinite, dove ogni particolare è curato nei minimi dettagli. Il tessuto esterno è di ottima fattura, in grado di resistere alle abrasioni e facile da pulire con un panno umido grazie al suo materiale.
La parte interna è foderata e, a mio parere, offre una discreta protezione dall’acqua ed è morbida al tatto. Lo schienale, rispetto ad altri concorrenti, è realizzato in un materiale che assorbe poco acqua e presenta scanalature che consentono un’asciugatura più rapida.
Le spalline sono abbastanza morbide e mantengono la forma, con una zip sul lato per inserire la borraccia. La fascia lombare non è troppo invasiva e presenta una tasca su un lato per contenere il cellulare; in caso di problemi, come bagaglio a mano in aereo, può essere rimossa facilmente.

Sulla parte superiore, lo zaino presenta una zip e un risvolto rigido che consente di caricarlo fino in fondo, offrendo più spazio e impedendo l’ingresso dell’acqua.

Lo zaino è diviso in due parti: un reparto per attrezzatura fotografica e uno per gli indumenti. Il reparto fotografico è modulabile, grazie a un divisorio che permette di aumentare o ridurre il volume a piacimento. L’imbottitura sul fondo è fantastica, poiché ha protetto la mia attrezzatura in modo eccellente anche dopo numerose cadute su terreni ghiacciati.

Gli scomparti sono rimovibili, consentendo di personalizzare la disposizione dei prodotti, con un’apertura laterale per estrarre facilmente la macchina fotografica. La zip di apertura è posizionata sul fondo dello schienale, permettendo un facile accesso a tutto l’interno. Rispetto al concorrente Shimoda, che ha un contenitore estraibile per la fotografia, il Summit è estremamente stabile, senza movimenti che possano danneggiare l’attrezzatura o causare spostamenti durante il trasporto.
Altra particolarità che essendo quei 19 cm di profondità i miei obbiettivi come il Sony 12 24 GM posso posizionarlo in piedi così recupero un notevole spazio.

Il reparto dedicato all’abbigliamento, con il suo roltop, permette di sfruttare al massimo il volume di carico, utilizzando fino in fondo la sua capacità. Di seguito, riporto l’elenco del carico dell’attrezzatura dell’ultima uscita invernale con i rispettivi pesi.

Ripartizione carico dell'attrezzatura fotografica

Peso totale dello zaino 22kg

Scomparto fotografico

FRONTALE CON ESPANSIONE

stiva vestiti

esterno

La parte frontale rappresenta un’altra geniale soluzione ideata da questa azienda, in cui è possibile conservare rapidamente capi d’abbigliamento da prendere in caso di pioggia, come giacca impermeabile, pala e asta da ricerca, oltre a un treppiede. Grazie a una zip, questo compartimento aumenta di quasi 3 litri il volume di carico disponibile, offrendo spazio extra in caso di necessità.
In breve, vorrei sottolineare che la portabilità di questo zaino si è rivelata eccezionale rispetto a tutta la concorrenza e anche rispetto ad altri zaini specifici per il trekking in montagna. Questo è dovuto a tre elementi essenziali che rendono il trasporto confortevole e perfetto durante lunghi trekking.

Il primo elemento sono gli spallacci regolabili sia sotto che sopra, che garantiscono stabilità allo zaino e mantengono la giusta distanza dalla nostra schiena. Il secondo è la cintura lombare, che distribuisce perfettamente il peso sul bacino senza creare lividi grazie alla sua imbottitura. Infine, ma non per importanza, c’è il telaio interno in acciaio che dà forma allo zaino, cucito internamente sulla parte di appoggio del fondoschiena per conferire stabilità alla struttura.

Da non trascurare, la parte a contatto con la schiena è realizzata in un materiale che si asciuga molto rapidamente e offre un’imbottitura di ottima qualità.
Il test sotto la pioggia è stato decisivo. Fino a quel momento tutto era stato fantastico, ma volevo capire se il mio zaino poteva essere superiore rispetto al concorrente Shimoda. Il Tenzin viene fornito con un copri-zaino perfetto come protezione e anche esteticamente gradevole. Tuttavia, volevo testare se fosse in grado di resistere alla pioggia senza alcuna copertura.

La prima fase di test è stata condotta sotto una fitta pioggia e neve incessante, con temperature che rendevano il terreno quasi impraticabile. Dopo circa 45 minuti, la neve si era trasformata in pioggia abbondante. A metà del test, dopo 80 minuti, ho controllato lo zaino e ho notato che l’interno non presentava segni di bagnato, solo una leggera umidità sulle cuciture. Il reparto fotografico era perfettamente asciutto.
Il test è stato superato, ma ho voluto spingermi oltre. Al ritorno, la pioggia si era intensificata. Dopo ulteriori 60 minuti, sono tornato alla macchina e ho notato che questa volta c’erano segni di bagnato su tutte le cuciture e intorno a ogni zip. Tuttavia, ancora una volta, il reparto fotografico presentava solo una leggera umidità, quasi impercettibile data l’intensità della pioggia. Nella parte superiore, l’acqua era penetrata leggermente, a causa della formazione di una sorta di catino d’acqua sulle cuciture dovuta alla chiusura superiore.

Conclusioni

Ad oggi 20 maggio 2024 lo zaino ha percorso 300 km e 90.000 mt di dislivello e tutto perfetto come quando è arrivato.
Dopo quanto avete letto, non c’è molto altro da dire se non che vale assolutamente la pena acquistare questo zaino, poiché non ha rivali rispetto agli altri modelli sul mercato. Ricordate che esistono altri modelli della linea Summit Creative, ma tutti mantengono le stesse caratteristiche e qualità eccellenti.
Nella vostra scelta, tenete presente che lo zaino è fondamentale per garantire la sicurezza della vostra attrezzatura e per agevolare il trasporto. Non esitate a optare per un prodotto di alta qualità che possa soddisfare le vostre esigenze durante le vostre avventure fotografiche.

Per acquistare questo prodotto puoi rivolgerti al mio partner Photofuture. Clicca sul logo per collegarti al sito: